"Io e Lelio andammo alla bibliotechina di tarquinia a cambiare i libri. C'era un ritratto del Re Imperatore sul muro, a sinistra un ritratto di D'Annunzio, dall'altra parte un riquadro sbiancato, nel posto dove era stato il Duce. Lelio montò su una sedia, tirò giù il Re Imperatore e lo appoggiò al muro, per terra; poi allungò le mani per prendere D'Annunzio. La signora bibliotecaria arrossì violentemente e disse: "Eh no, perbacco, quello no: quello è D'Annunzio!". Lelio disse: "Appunto", e lo mise al muro vicino al suo Re. La bibliotecaria stava per mettersi a piangere, mormorava: "Ma è il poeta della terza Italia", o quarta che fosse; ma noi inflessibilmente li passammo tutti e due per le scarpe. Lelio si mise a guardare il crocifisso che era restato solo sopra ai tre riquadri sbiancati. La bibliotecaria sbiancò anche lei. Dopo un po' lelio distolse lo sguardo dal crocifisso, e la bibliotecaria ridiventò rossa, e ci cambiò i libri. Mancava il verde."
L. Meneghello, I piccoli maestri, Milano 1986, p. 20
"una biblioteca veramente moderna deve proporsi di andare incontro al lettore, invitarlo alla lettura, presentandogli il libro aperto" (L. Bianciardi)
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mercoledì 9 maggio 2018
martedì 11 agosto 2015
Valentino, di N. Ginzburg
"Non c'era molti uomini intorno a Giulia, pensava mia madre perplessa. A volte qualche giovanotto la corteggiava, la faceva ballare per una o due sere, le sedeva vicino e provava a conversare con lei. Ma con Giulia non era facile conversare. Una stretta di spalle, uno sbatter di ciglia, un sorriso: ecco le sue risposte. Del resto di che cosa poteva conversare, povera figlia? Non aveva cultura. Non leggeva romanzi e ai concerti s'addormentava. Allora mia madre cercava di colmare il silenzio di Giulia conversando lei stessa: mia madre si teneva al corrente di tutta l'arte e la letteratura moderna, era abbonata a una biblioteca circolante e anche a Dronero riceveva libri per posta. E non c'era un fatto culturale o politico che sfuggisse all'attenzione di mia madre. Aveva un'opinione su ogni cosa. Pure quei giovanotti restavano accanto a Giulia una sera, due sere; poi se la squagliavano e mia madre li vedeva, in distanza, chiacchierare e ballare con altre ragazze. Ma Giulia non pareva rattristarsene. Sedeva tranquilla, ferma, con le gambe raccolte sotto la gonna e le dita intrecciate, e sulle labbra quel suo sorriso sciocco." (pp. 84-85)
* Valentino ; La madre ; Sagittario / Natalia Ginzburg. - Nuova ed. / a cura di Domenico Scarpa. - Torino : Einaudi, 2011. - 171 p. ; 19 cm. - (ET ; 1681). - ISBN 9788806205447
* Valentino ; La madre ; Sagittario / Natalia Ginzburg. - Nuova ed. / a cura di Domenico Scarpa. - Torino : Einaudi, 2011. - 171 p. ; 19 cm. - (ET ; 1681). - ISBN 9788806205447
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lunedì 3 dicembre 2012
La cotogna di Istanbul, di P. Rumiz
Si scambiarono due o tre sigarette
giù nello studio e allora Max s'accorse
che il perimetro interno della casa
era una sterminata biblioteca:
muri di libri, da Dante fino a Omero,
davvero strani per uno scienziato,
stavan schierati lì come un esercito;
una trincea di carta combustibile
lì costruita come un esorcismo
contro il fuoco dei barbari sul monte
*La cotogna di Istanbul : ballata per tre uomini e una donna / Paolo Rumiz. - Milano : Feltrinelli, 2010. - 184 p. - (I narratori). - ISBN: 9788807018206
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lunedì 12 novembre 2012
Regolamento di condominio, di S. Salvagno
- Devo andare in biblioteca a restituire dei libri - Irma è già entrata nel gioco, il loro gioco di tanti anni prima, e spera che le regole non siano cambiate per lui; ci passavano ore, in biblioteca, a scambiarsi refurtive, a suggerirsi stimoli, a sussurrarsi parole spulciate qua e là nei libri o nei loro pensieri. Avevano passato un giorno intero alla Biblioteca del Beaubourg a Parigi, perdendosi nei corridoi infiniti di quel palazzo incantato in plexiglas e metallo, anche se nessuno dei due sapeva il francese; erano rimasti stregati da quelle file interminabili di volumi, dalla moquette che accoglieva chi non aveva voglia di stare seduto compostamente ai tavoli, c'era persino un clochard che era rimasto tutto il pomeriggio a riscaldarsi, e gli avevano portato un caffè e un croissant caldo.
- Sarebbe perfetto, anch'io dovrei passare a prendere qualcosa - no, le regole del gioco non sono cambiate, per lui. Sorride, Irma, si sente a casa.
*Regolamento di condominio / Silvia Salvagno. - [S.l.] : Blonk, 2011. - ebook.
*Regolamento di condominio / Silvia Salvagno. - [S.l.] : Blonk, 2011. - ebook.
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venerdì 4 dicembre 2009
Inizi di qualcosa 16
"Così ero lì che tornavo dalla biblioteca ero contenta, perché nella biblioteca c'era una bacheca nuova, aveva in esposizione una borsa di tela molto bella, poi leggo sotto, La borsa è in omaggio se si compra il fumetto o una pubblicazione stendhaliana. Vado al punto informazioni e dico Scusi io vorrei comprare la borsa di tela. Il ragazzo mi guarda prima i piedi, poi mi sorride, dice Eh dovrebbe comprare o il fumetto o una pubblicazione stendhaliana, io gli dico Sì... va bene, allora prende un foglio, e mi dice dei titoli stendhaliani allora gli dico Ok, prendo Dei pericoli della lingua italiana di Stendhal a cura di Marcello Simonetta. Che in più per andare in biblioteca avevo scelto l'abbigliamento sbagliato, mi ero messa gli stivali, che già al piano di sopra per prendere in prestito dei libri lo avevo visto che avevo sparso incredulità, tutti mi guardavano i piedi e vedevano che avevo degli stivali che ero alta più ancora di quanto già io non sia alta, e secondo me c'era proprio incredulità verso una così che viene a prendersi dei libri che in più vede una borsa e vuole la borsa non i libri la borsa, vada a fare delle foto da modella come il dentista mi aveva detto una volta quando gli avevo detto che cercavo un lavoro, e gli avevo risposto No non mi piace, c'è della gente che è meglio.. e lui Ah è un mondo strano? Mettiamola pure così."
* Inizi di qualcosa 16, in "L'Accalappiacani", n. 2, agosto 2008, p. 4.
* Inizi di qualcosa 16, in "L'Accalappiacani", n. 2, agosto 2008, p. 4.
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lunedì 30 novembre 2009
I libri devono essere magri, di P. Nori
Ho smesso anche di andare in biblioteca. Ho dei libri da restituire in biblioteca, tutte le volte che li guardi penso Noo, devo andare in biblioteca a restituirli.
* I libri devono essere magri / Paolo Nori ; figure di Giuliano della Casa. - Mantova : Tre Lune, 2008. - 56 p. : ill. - (Scritture e figure). - ISBN: 8889832266
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sabato 14 novembre 2009
Una volta, di P. Nori
Una volta sono andato in biblioteca, con la bambina di cinque anni, nella biblioteca dei bambini, un signore della mia età mi si è affiancato, di fronte ai dvd per bambini, ha fatto andare due dita sui dorsi dei dvd poi mi ha guardato mi ha detto Ma sono usati. (qui)
* <http://www.paolonori.it>
* <http://www.paolonori.it>
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martedì 3 novembre 2009
Biblioteca civica di Parma, di P. Nori
Il 12 dicembre vado alla biblioteca civica di Parma a fare il bibliotecario, per tre ore. Mi hanno chiesto di scrivere un breve testo sui libri che mi sono piaciuti, lo incollo qua sotto...
[leggi qui il resto]
* <http://www.paolonori.it>
[leggi qui il resto]
* <http://www.paolonori.it>
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martedì 26 maggio 2009
Mal di pietre di M. Agus
* Mal di pietre / Milena Agus. - Roma : Nottetempo, 2006. - 119 p. - ISBN: 8874520956
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giovedì 14 maggio 2009
Le storie di mia zia (e di altri parenti), di U. Cornia
Quando facevo le scuole medie ogni tanto ci portavano alla Biblioteca Estense a fare delle ricerche su un vecchio giornale di Modena che si chiamava "Il Panaro".
Una volta qualcuno ha trovato un bellissimo articolo che si intitolava così "ESCE DAL TOMBINO: SCOTENNATO DAL TRANVAI" e raccontava la storia di un operaio del comune di Modena che avevano mandato a fare delle cose nelle fogne. A un certo punto lui aveva sentito un rumore terribile, come se stesse arrivando un terremoto. Allora era stato colto da un immediato terrore e aveva di colpo aperto il tombino per non rimanere sepolto vivo nelle fogne nel caso che tutto crollasse. Stava già uscendo dal tombino e si era già sporto fino a mezzobusto, soltanto che non era il terremoto ma stava passando il tranvai che così lo aveva scotennato, cioè gli aveva portato via tutti i capelli e anche una bella fetta di cuoio capelluto, ma lui era ancora vivo e stava all'ospedale.
Sempre quando ero alle scuole medie, che ogni tanto ci portavano alla Biblioteca Estense a fare ricerche su "Il Panaro" mi ricordo che un'altra volta qualcuno aveva letto un articolo che aveva il titolo "CADE DAL LETTO E MUORE". L'articolo raccontava che uno era caduto dal suo letto e era morto sfracellandosi sul pavimento perché dormiva in un letto a castello alto otto metri, quindi era più o meno come se fosse caduto dormendo dal terzo piano di una casa.
.. Una sera mia zia doveva prendere un nuovo farmaco, allora a una certa ora ha preso il farmaco, poi è andata a letto a cercare di dormire sperando di trovare la posizione giusta. Dopo poco si è addormentata, poi, non poteva dire con certezza dopo quanto, ma ha detto che le sembrava di volare, aveva iniziato a volare e volava su e giù per Modena, e poi era andata volando verso gli Appennini e aveva visto tutte le montagne e il Cimone con la neve sopra, e aveva volato intorno al Cimone per cinque o sei giri e poi si era stufata di volare sopra le montagne e era tornata volando verso Modena e aveva volato sul suo ufficio nella biblioteca della Camera di Commercio, e aveva visto da un finestrone che la signora Solieri, la sua collega, era già lì che lavorava, poi aveva deciso di tornare a casa e casa nostra era in via Della Cella 35, come di fatto è, ma invece di essere un palazzone bianco e blu era un grande armadio a cassettoni fatto di quattro cassettoni uno sopra l'altro che giravano intorno a un grande perno in un angolo e si aprivano come le cinque carte da gioco che uno ha in mano quando gioca a poker, e ognuno di questi cassettoni era una piscina, ma antica, come le vasche dei giardini dei palazzi rinascimentali, con ninfee e canneti, e mia zia era andata nel secondo di questi cassettoni piscine, che era il nostro appartamento, e lì, visto che era in costume da bagno, si era messa a nuotare e era stata in acqua moltissimo, sempre nuotando. Poi si era seduta sul bordo con i piedi in acqua e verso le sei e mezzo di mattina si è svegliata, sudatissima, ma molto contenta...
Le storie di mia zia : (e di altri parenti) / Ugo Cornia. - Milano : Feltrinelli, 2008. - 165 p. - (I narratori). - ISBN: 9788807017704
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sabato 28 febbraio 2009
Il correttore di bozze, di F. Recami
"Il correttore si era preso la briga di andare in biblioteca, per controllare nell'edizione priginale di Ascenseur pour l'échafaud. Ma lì, a pagina 202 di quel consunto librino Fayard il testo non dava scampo: «L?assiette à la main, elle sortit dans le couloir mansardé», era lei, era Thérésa. Forse l'equivoco veniva da una traduzione precedente, del 1959, ma anche lì a pagina 145 «Con il piatto in mano, ella uscì nel corridoio oscuro e deserto»." (p. 66)
* Il correttore di bozze / Francesco Recami. - Palermo : Sellerio, 2007. - 184 p. - (Il contesto ; 15). - ISBN: 8838922314
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lunedì 16 febbraio 2009
Cronaca familiare, di V. Pratolini
"Era il 1935. Dunque tu avevi diciassette anni, non ancora compiuti perché eravamo in gennaio o febbraio; io ventidue. Il freddo era intenso, umido. Di solito quando chiudeva la Biblioteca, rientravo nella mia stanza; uscivo a tarda notte per ritrovarmi con certi amici paltonieri." (p. 41)
"Durante la notte che avevamo passato insieme, quando tu mi avevi chiesto "come potevo resistere", non ti avevo detto che di tanto in tanto guadagnavo dei soldi facendo delle ricerche in Biblioteca per conto di certi miei amici studenti dell'Università. Ricevetti denari da questa fonte, in quei giorni". (p. 74)
* Cronaca familiare / Vasco Pratolini. - Milano : A. Mondadori, 1991. - 138 p. - (Oscar classici moderni ; 46). - ISBN: 8804350318
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