"una biblioteca veramente moderna deve proporsi di andare incontro al lettore, invitarlo alla lettura, presentandogli il libro aperto" (L. Bianciardi)
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lunedì 9 gennaio 2017
Cattivi, di M. Torchio
"E per giunta: adesso Comandante leggeva i libri. [...]Quando non gli bastavano i libri portati dalla professoressa attingeva alla biblioteca del carcere, nell'infermeria vecchia, dentro cassette da frutta col fondo marcio. C'era soprattutto roba di chiesa. Ma anche qualche romanzo, capitato lì per caso, e manuali tecnici di quando l'isola era una colonia agricola: igiene, agrimensura, edilizia. Libri per trasformare il mondo.
Se uno era in prestito, o lo aveva lui o lo avevo io.
Ci chiamavano «politici», di nascosto, per sfottere, perché a quei tempi i politici erano gli unici a leggere." (pp. 110-111)
* Cattivi / Maurizio Torchio. - Torino : Einaudi, 2015. - 182 p. - (Supercoralli). - ISBN: 9788806218904
mercoledì 16 ottobre 2013
16 ottobre 1943, di G. de Benedetti
"Una strana figura, sulla quale si vorrebbero avere più ampi ragguagli, appare l'11 ottobre nei locali della Comunità. Accompagnato anche lui da una scorta di SS, al vederlo si direbbe un ufficiale tedesco come tutti gli altri, con quel più di arroganza che gli dà l'appartenere a una «specialità» privilegiata e tristemente famosa. Tutto divisa, anche lui, dalla testa ai piedi: quella divisa attillata, di un'eleganza schizzinosa, astratta e implacabile, che inguaina la persona, il fisico ma anche soprattutto il morale, con un ermetismo di chiusura-lampo. È la parola verboten tradotta in uniforme: proibito l'accesso all'uomo e all'individuale passato che vive in lui, che è la sua storia e la sua più vera «specialità» di creatura di questo mondo; proibito vedere altro che questo suo «presente» rigoroso, automatico, intransigentemente reciso.
Mentre i suoi uomini cominciano a buttare all'aria la biblioteca del Collegio Rabbinico e quella della Comunità, l'ufficiale con mani caute e meticolose, da ricamatrice di fino, palpa, sfiora, carezza papiri e incunaboli, sfoglia manoscritti e rare edizioni, scartabella codici membranacei e palinsesti. La varia attenzione del tocco, la diversa cautela del gesto sono subito proporzionate al pregio dei volumi. Quelle opere, per la maggior parte, sono scritte in remoti alfabeti. Ma ad apertura di pagina, l'occhio dell'ufficiale si fissa e si illumina, come succede a certi lettori particolarmente assistiti, che subito sanno trovare il punto sperato, lo sguardo rivelatore. Tra quelle mani signorili, come sottoposti a una tortura acuta e incruenta, di un sottilissimo sadismo, i libri hanno parlato. Più tardi si seppe che l'ufficiale delle SS era un egregio cultore di paleografia e filologia semitica.
La Biblioteca del Collegio rabbinico di Roma, e più ancora quella della Comunità, contenevano insigni raccolte ed esemplari di eccezione, alcuni dei quali unici. Una completa esplorazione e un catalogo non erano ancora stati fatti: forse avrebbero rivelato altri tesori. Per quel che ci consta, vi erano custoditi documenti copiosissimi e cronache, manoscritte e a stampa, della diaspora nel bacino mediterraneo, oltre tutte le fonti autentiche di tutta la storia, dalle origini, degli ebrei di Roma, i più vicini e diretti discendenti dell'antico giudaismo. profili ancora ignoti, da intentate prospettive, della Roma dei cesari, degli Imperatori e dei papi si nascondevano sotto quelle scritture. E generazioni che parevano passate su questa terra veramente come la schiatta delle foglie, attendevano dal fondo di quelle carte che qualcuno le facesse parlare.
Un colpo secco della chiusura-lampo, e la divisa ha rinserrato il semitologo, che è ridivenuto un ufficiale delle SS. Ordina: se qualcuno tocca, o nasconde, o asporta uno solo di questi libri, sarà passato per le armi, secondo la legge di guerra tedesca. Se ne va. I suoi tacchi scandiscono gli scalini. Poco dopo, sulla linea tranviaria della Circolare Nera, giungono tre carrozzoni merci. Le SS vi caricano le due biblioteche. I carrozzoni ripartono. Libri, manoscritti, codici e pergamene hanno preso la strada di Monaco di Baviera.
* 16 ottobre 1943 / Giacomo de Benedetti ; prefazione di Natalia Ginzburg. - Torino : Einaudi, 2001. - 82 p. - (ET. Scrittori ; 906). - ISBN: 880617309X
Mentre i suoi uomini cominciano a buttare all'aria la biblioteca del Collegio Rabbinico e quella della Comunità, l'ufficiale con mani caute e meticolose, da ricamatrice di fino, palpa, sfiora, carezza papiri e incunaboli, sfoglia manoscritti e rare edizioni, scartabella codici membranacei e palinsesti. La varia attenzione del tocco, la diversa cautela del gesto sono subito proporzionate al pregio dei volumi. Quelle opere, per la maggior parte, sono scritte in remoti alfabeti. Ma ad apertura di pagina, l'occhio dell'ufficiale si fissa e si illumina, come succede a certi lettori particolarmente assistiti, che subito sanno trovare il punto sperato, lo sguardo rivelatore. Tra quelle mani signorili, come sottoposti a una tortura acuta e incruenta, di un sottilissimo sadismo, i libri hanno parlato. Più tardi si seppe che l'ufficiale delle SS era un egregio cultore di paleografia e filologia semitica.
La Biblioteca del Collegio rabbinico di Roma, e più ancora quella della Comunità, contenevano insigni raccolte ed esemplari di eccezione, alcuni dei quali unici. Una completa esplorazione e un catalogo non erano ancora stati fatti: forse avrebbero rivelato altri tesori. Per quel che ci consta, vi erano custoditi documenti copiosissimi e cronache, manoscritte e a stampa, della diaspora nel bacino mediterraneo, oltre tutte le fonti autentiche di tutta la storia, dalle origini, degli ebrei di Roma, i più vicini e diretti discendenti dell'antico giudaismo. profili ancora ignoti, da intentate prospettive, della Roma dei cesari, degli Imperatori e dei papi si nascondevano sotto quelle scritture. E generazioni che parevano passate su questa terra veramente come la schiatta delle foglie, attendevano dal fondo di quelle carte che qualcuno le facesse parlare.
Un colpo secco della chiusura-lampo, e la divisa ha rinserrato il semitologo, che è ridivenuto un ufficiale delle SS. Ordina: se qualcuno tocca, o nasconde, o asporta uno solo di questi libri, sarà passato per le armi, secondo la legge di guerra tedesca. Se ne va. I suoi tacchi scandiscono gli scalini. Poco dopo, sulla linea tranviaria della Circolare Nera, giungono tre carrozzoni merci. Le SS vi caricano le due biblioteche. I carrozzoni ripartono. Libri, manoscritti, codici e pergamene hanno preso la strada di Monaco di Baviera.
* 16 ottobre 1943 / Giacomo de Benedetti ; prefazione di Natalia Ginzburg. - Torino : Einaudi, 2001. - 82 p. - (ET. Scrittori ; 906). - ISBN: 880617309X
venerdì 10 maggio 2013
La campana di vetro, di S. Plath
"Era in corso la riunione settimanale del direttivo della clinica: problemi vecchi, problemi nuovi, ammissioni, dimissioni e colloqui. Io aspettavo il mio turno in biblioteca, sfogliando senza vederla una copia sciupata del National Geographic.
Alcune pazienti, accompagnate dalle loro infermiere, facevano il giro degli scaffali ben forniti conversando a bassa voce con la bibliotecaria, lei stessa una "ex allieva". Guardandola - miope, zittellesca, quasi mimetizzata con l'ambiente - mi domandai: da cosa lo deduce di essere stata promossa e di essere, diversamente dalle pazienti, una persona integra e guarita?".
(S. Plath, La campana di vetro)
* in: I capolavori di Sylvia Plath / Sylvia Plath ; con un saggio di Joyce Carol Oates. - Milano : A. Mondadori, 2010. - 683 p. - (Oscar grandi classici). - ISBN: 9788804531401
sabato 18 febbraio 2012
A me le guardie!, di T. Pratchett
"A volte le persone erano stupide. Pensavano che la Biblioteca fosse un posto pericoloso a causa di tutti i libri magici che conteneva, il che era anche vero, ma ciò che la rendeva davvero uno dei luoghi più pericolosi che potessero mai esistere era il semplice fatto che era una biblioteca"
A me le guardie! : romanzo / Terry Pratchett. - Milano : Salani, 2002. - 358 p. - ISBN: 888451181X
A me le guardie! : romanzo / Terry Pratchett. - Milano : Salani, 2002. - 358 p. - ISBN: 888451181X
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giovedì 28 ottobre 2010
Il mondo secondo Garp, di J. Irving
In società, Jenny aveva quel fare serio che mette a disagio le persone più frivole. Leggeva molto, ed era una gran saccheggiatrice della biblioteca scolastica. Uno andava a chiedere un libro e gli dicevano sempre che era in prestito alla Fields. Le telefonavano e lei rispondeva gentilmente, spesso offrendosi di recapitare personalmente il libro all'interessato, appena l'avesse finito. Leggeva un libro dietro l'altro, ma non aveva niente da dire su di essi. In una comunità scolastica, chi legge libri non allo scopo di discuterne, ma chissà per quali altri segreti fini, è strano. Che leggeva a fare, lei?
[...] Il piccolo appartamento attiguo all'infermeria traboccava di libri. Jenny aveva già trascorso dieci anni alla Steering quando scoprì che la libreria concedeva uno sconto del 10 per cento ai dipendenti della scuola (ma a lei non l'avevano mai detto). Ciò la fece arrabbiare. Era generosa, con i suoi libri: li lasciava dappertutto, anche perché non c'era più posto nelle scansie. Si trovavano suoi libri nell'ambulatorio, nel gabinetto radiologico, nella sala d'aspetto. Un po' alla volta i malati della Steering School si resero conto che quella non era un'infermeria come le altre dove pullulano rotocalchi e roba del genere.Lì, alla Steering, mentre aspettavi la visita medica, potevi sfogliare una Storia dell'Età Medioevale; o, in attesa dei risultati d'un'analisi, leggiucchiare un prezioso manuale di genetica. Se poi eri ricoverato, o facevi frequenti visite in infermeria, potevi dedicarti alla lettura della Montagna incantata. Per il ragazzo con la gamba fratturata, o per gli atleti feriti, al posto di Sports illustrated c'erano libri di Conrad o Melville, avventure d'eroi d'alto bordo; in luogo dei settimanali popolari c'erano Dickens e Hemingway e Mark Twain. Che sogno per gli amanti della letteratura, esser degenti alla Steering! Finalmente un ospedale dove c'era qualcosa di buono da leggere.
Quando Jenny Fields aveva trascorso una dozzina d'anni alla Steering, era ormai abitudine dei bibliotecari scolastici, una volta constatato che un libro richiesto mancava, dire: "Forse all'infermeria lo trovi".
E alla libreria, se un dato libro era esaurito, potevano consigliarti di rivolgerti all'infermiera Fields: "Lei può darsi che ce l'abbia".
Jenny, udita la richiesta, dopo aver riflettuto un momento, avrebbe risposto, mettiamo: "Credo si trovi nella stanza 26, ma lo sta leggendo McCarty. Ha l'influenza. Senz'altro, quando l'avrà finito, sarà lieto di fartelo avere." Oppure: "L'ultima volta che l'ho visto, era nel locale delle docce. Sarà bagnato... almeno le prime pagine." (pp. 35-36)
In questo libro John Irving in molte occasioni fa passare i suoi personaggi e la storia da una biblioteca, la descrizione di questa trasversalità di luoghi e proposte è però il brano che mi ha colpito di più.
Il mondo secondo Garp / John Irving. - Milano : Bompiani, 1979. - 511 p.
[...] Il piccolo appartamento attiguo all'infermeria traboccava di libri. Jenny aveva già trascorso dieci anni alla Steering quando scoprì che la libreria concedeva uno sconto del 10 per cento ai dipendenti della scuola (ma a lei non l'avevano mai detto). Ciò la fece arrabbiare. Era generosa, con i suoi libri: li lasciava dappertutto, anche perché non c'era più posto nelle scansie. Si trovavano suoi libri nell'ambulatorio, nel gabinetto radiologico, nella sala d'aspetto. Un po' alla volta i malati della Steering School si resero conto che quella non era un'infermeria come le altre dove pullulano rotocalchi e roba del genere.Lì, alla Steering, mentre aspettavi la visita medica, potevi sfogliare una Storia dell'Età Medioevale; o, in attesa dei risultati d'un'analisi, leggiucchiare un prezioso manuale di genetica. Se poi eri ricoverato, o facevi frequenti visite in infermeria, potevi dedicarti alla lettura della Montagna incantata. Per il ragazzo con la gamba fratturata, o per gli atleti feriti, al posto di Sports illustrated c'erano libri di Conrad o Melville, avventure d'eroi d'alto bordo; in luogo dei settimanali popolari c'erano Dickens e Hemingway e Mark Twain. Che sogno per gli amanti della letteratura, esser degenti alla Steering! Finalmente un ospedale dove c'era qualcosa di buono da leggere.
Quando Jenny Fields aveva trascorso una dozzina d'anni alla Steering, era ormai abitudine dei bibliotecari scolastici, una volta constatato che un libro richiesto mancava, dire: "Forse all'infermeria lo trovi".
E alla libreria, se un dato libro era esaurito, potevano consigliarti di rivolgerti all'infermiera Fields: "Lei può darsi che ce l'abbia".
Jenny, udita la richiesta, dopo aver riflettuto un momento, avrebbe risposto, mettiamo: "Credo si trovi nella stanza 26, ma lo sta leggendo McCarty. Ha l'influenza. Senz'altro, quando l'avrà finito, sarà lieto di fartelo avere." Oppure: "L'ultima volta che l'ho visto, era nel locale delle docce. Sarà bagnato... almeno le prime pagine." (pp. 35-36)
In questo libro John Irving in molte occasioni fa passare i suoi personaggi e la storia da una biblioteca, la descrizione di questa trasversalità di luoghi e proposte è però il brano che mi ha colpito di più.
Il mondo secondo Garp / John Irving. - Milano : Bompiani, 1979. - 511 p.
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domenica 25 aprile 2010
Jimmy della Collina di M. Carlotto
In biblioteca presi un atlante e lo sfogliai cercando la carta dell'isola. Studiandola con attenzione mi resi conto che i viaggi dei traghetti erano troppo lunghi e, una volta scoperta la mia assenza, sarebbe stato sufficiente un controllo nei porti d'arrivo per arrestarmi. L'unica via di fuga possibile era la Corsica. Il tragitto era breve ed essendo territorio francese il caso di un fuggiasco minorenne non avrebbe interessato le autorità locali. Rimisi il volume al suo posto, soddisfatto delle mie scoperte.
Jimmy della Collina / Massimo Carlotto. - San Dorligo della Valle : EL, 2002. - 73 p. - (Frontiere ; 55). - ISBN: 8847708923
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