"Io e Lelio andammo alla bibliotechina di tarquinia a cambiare i libri. C'era un ritratto del Re Imperatore sul muro, a sinistra un ritratto di D'Annunzio, dall'altra parte un riquadro sbiancato, nel posto dove era stato il Duce. Lelio montò su una sedia, tirò giù il Re Imperatore e lo appoggiò al muro, per terra; poi allungò le mani per prendere D'Annunzio. La signora bibliotecaria arrossì violentemente e disse: "Eh no, perbacco, quello no: quello è D'Annunzio!". Lelio disse: "Appunto", e lo mise al muro vicino al suo Re. La bibliotecaria stava per mettersi a piangere, mormorava: "Ma è il poeta della terza Italia", o quarta che fosse; ma noi inflessibilmente li passammo tutti e due per le scarpe. Lelio si mise a guardare il crocifisso che era restato solo sopra ai tre riquadri sbiancati. La bibliotecaria sbiancò anche lei. Dopo un po' lelio distolse lo sguardo dal crocifisso, e la bibliotecaria ridiventò rossa, e ci cambiò i libri. Mancava il verde."
L. Meneghello, I piccoli maestri, Milano 1986, p. 20
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