martedì 11 agosto 2015

Valentino, di N. Ginzburg

"Non c'era molti uomini intorno a Giulia, pensava mia madre perplessa. A volte qualche giovanotto la corteggiava, la faceva ballare per una o due sere, le sedeva vicino e provava a conversare con lei. Ma con Giulia non era facile conversare. Una stretta di spalle, uno sbatter di ciglia, un sorriso: ecco le sue risposte. Del resto di che cosa poteva conversare, povera figlia? Non aveva cultura. Non leggeva romanzi e ai concerti s'addormentava. Allora mia madre cercava di colmare il silenzio di Giulia conversando lei stessa: mia madre si teneva al corrente di tutta l'arte e la letteratura moderna, era abbonata a una biblioteca circolante e anche a Dronero riceveva libri per posta. E non c'era un fatto culturale o politico che sfuggisse all'attenzione di mia madre. Aveva un'opinione su ogni cosa. Pure quei giovanotti restavano accanto a Giulia una sera, due sere; poi se la squagliavano e mia madre li vedeva, in distanza, chiacchierare e ballare con altre ragazze. Ma Giulia non pareva rattristarsene. Sedeva tranquilla, ferma, con le gambe raccolte sotto la gonna e le dita intrecciate, e sulle labbra quel suo sorriso sciocco." (pp. 84-85)


* Valentino ; La madre ; Sagittario / Natalia Ginzburg. - Nuova ed. / a cura di Domenico Scarpa. - Torino : Einaudi, 2011. - 171 p. ; 19 cm. - (ET ; 1681). - ISBN 9788806205447

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