"Così ero lì che tornavo dalla biblioteca ero contenta, perché nella biblioteca c'era una bacheca nuova, aveva in esposizione una borsa di tela molto bella, poi leggo sotto, La borsa è in omaggio se si compra il fumetto o una pubblicazione stendhaliana. Vado al punto informazioni e dico Scusi io vorrei comprare la borsa di tela. Il ragazzo mi guarda prima i piedi, poi mi sorride, dice Eh dovrebbe comprare o il fumetto o una pubblicazione stendhaliana, io gli dico Sì... va bene, allora prende un foglio, e mi dice dei titoli stendhaliani allora gli dico Ok, prendo Dei pericoli della lingua italiana di Stendhal a cura di Marcello Simonetta. Che in più per andare in biblioteca avevo scelto l'abbigliamento sbagliato, mi ero messa gli stivali, che già al piano di sopra per prendere in prestito dei libri lo avevo visto che avevo sparso incredulità, tutti mi guardavano i piedi e vedevano che avevo degli stivali che ero alta più ancora di quanto già io non sia alta, e secondo me c'era proprio incredulità verso una così che viene a prendersi dei libri che in più vede una borsa e vuole la borsa non i libri la borsa, vada a fare delle foto da modella come il dentista mi aveva detto una volta quando gli avevo detto che cercavo un lavoro, e gli avevo risposto No non mi piace, c'è della gente che è meglio.. e lui Ah è un mondo strano? Mettiamola pure così."
* Inizi di qualcosa 16, in "L'Accalappiacani", n. 2, agosto 2008, p. 4.
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